Va bene la preoccupazione per il global warming, va bene che l’anidride carbonica è diventata di colpo un inquinante. Va bene limitare i combustibili fossili, e ben venga l’auto elettrica. Quando però si comincia a parlare di controllo delle nascite, non a livello di scelta individuale ma di indirizzo politico, allora arriva il momento in cui anche i più allineati, i più disimpegnati, devono cominciare a levarsi le scarpe e pensare che forse è il caso di tirarle in faccia a qualcuno.
La musica:
Daniel Bautista(Synmphony n.9)
Lordi(Man Skin Boots)
Coreya (Come Sei)
Easton Legacy (If You’re not Mad Enough)
Violent Divine (Blackheart)
Audio Race (It’s Not Goodbye)
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Matt Said:
Ciao Dok, sono il solito rompiballe, solo che mmmmh…
Temo che stavolta ti sia indignato un po’ per nulla, soprattutto per quanto riguarda il controllo delle nascite:
Prima di tutto c’è sempre stata e sempre ci sarà una politica per il controllo delle nascite, qui in Italia c’è sia una politica ecclesiastica che incentiva la riproduzione ebete di eredi in barba alla proprio situazione socio-economica (d’altra parte usare il preservativo per questi “illuminati” sembra essere molto peggio che restare in cinta a 12 anni o prendersi l’aids) e varie politiche statali di incentivi e aiuti alle famiglie numerose.
Ora, non essendoci (magari anche per fortuna) una selezione naturale per gli umani, beh, forse sovraffollare la terra non risulta essere una grande idea, e disincentivare la figliazione potrebbe non essere una cattiva idea.
I motivi poi magari sono discutibili, magari la terra ce la farà sempre e comunque, ma se noi non ci siamo più.. beh, chi se ne frega, che finisca pure dentro al sole a quel punto, quello che mi interessa è preservare la mia vita e, nei limiti del possibile, quella degli esseri che popolano l pianeta con me, se per farlo devo rinunciare al terzo figlio (e se sarà provato che questa sarà utile.. Beh, due figli non è male..
Inoltre vorrei unirmi al coro che ti prega di tornare al vecchio format, Rockcast italia era il mio podcast preferito..
Graziano Said:
Ciao, devo ammettere che il tuo discorso sull’inquinamento non mi ha molto convinto… E’ vero che funghi possono vivere in zone altamente radioattive, come i batteri prolificano nelle profondita’ oceaniche, a volte “respirando” azoto e nutrendosi di zolfo. La vita e’ difficile da fermare; ma e’ anche vero che a grandi cambi nella situazione ambientale susseguono altrettanto grandi cambiamenti nelle forme di vita del pianeta. Come i grandi rettili hanno lasciato posto ai mammiferi, un forte cambiamento nell’equilibrio ambientale del pianeta potrebbe richiedere un nuovo avvicendamento nella tipoligia di forma di vita dominante. Questo si che sarebbe cercare l’estinzione, se non magari direttamente la nostra quella di migliaia di altre specie.
Quindi tirando le somme trovo il tuo ragionamento contrario ai pricipi che tu stesso affermi in alcuni punti. Non trovo proprio dove possa condurre il tuo discorso… Dovremmo inquinare liberamente? Godiamoci tutto e muoriamo sommersi dallo schifo tra 100 anni?
Ricordiamoci anche che la quantita’ di cibo totale disponibile non e’ illimitata e piu’ uomini ci sono al mondo piu’ dovra’ salire per forza di cose la percentuale di questi che moriranno di fame. Non dovremmo preoccuparci delle nascite? Non penso.
Riguardo alle lampadine, non c’e business anche dietro a quelle normali? Per eliminare il problema dovresti tornare alla legna. Veramente non capisco perche’ proprio le lampadine. Ogni oggetto elettronico contiene una grande quantita’ di elementi altamente inquinanti. Allora dovremmo tornare alle radio a valvole e abbandonare i transistor seguendo il ragionamento.
Boh veramente non riesco a capire dove volevi arrivare con questo discorso.
Per ora e’ tutto quello che mi era venuto in mente.
Ciao
Little green man Said:
a mio avviso il discorso si piazza a metà strada tra il modello di Volterra Lotka “preda predatore” e il fantascientifico “ultimatum alla terra”.
il primo dice in prima approssimazione che esiste una sorta di ciclo di equilibrio tra prede e predatori, nel nostro caso significa che quando le risorse termineranno diminuiranno in modo congruo anche le prede (noi) per mantenere l’equilibrio; quando le risorse cresceranno (p.e. risorse agricole) aumenteranno dinuovo le prede.
il secondo diceva pressappoco che la Terra è più importante della vita degli umani, se la Terra muore gli umani muoiono, se gli umani muoiono la Terra vive.
Da una parte c’è un processo omostatico dall’altro un processo la cui unica traiettoria è distruttiva per l’umanità.
Come dicevo secondo me ci troviamo nel mezzo. Niente di più banale, ma al diminuire delle risorse il pianeta ne risentirà, la civiltà rallenterà, potrebbe addirittura fermarsi e regredire. Questo però non significa che finirà la vita. Continuando in questo modo finirà questo tipo di vita: sveglia, colazione, doccia, macchina, lavoro, lavoro, lavoro, macchina, palestra, cena, amici. Continuando in questo modo l’attuale modo di vivere scomparirà, ma la vita no. Cosa succederebbe in caso di disastro nucleare? o di impatto con una meterora? nel passato il pianeta ha subito ogni genere di attacco eppure la vita ha continuato ad esistere e ad evolversi – con buona pace dei dinosauri-.
Quindi? quindi occorre minimizzare inquinamento e spreco di risorse per mantenere lo status quo, per permettere il prosieguo dell’odierna civiltà. Occorre massimizzare l informazione e l’educazione alla logica e al pensiero, per avere tutti gli strumenti per decidere.
Belle filosofie ma manca un passo fondamentale: l’azione. Qualcuno che si imponga per cambiare tutto il mondo. Dok, quello che qualche podcast fa auspicasti, un bel dittatore illuminato.
Alessandro Said:
we dok grazie di aver letto il mio commento questa mattina mentre sentivo la puntata andando a scuola mi ha fatto davvero piacere!!!e grazie di aver messo i lordi anche se non sono podsafe (l’avevo dimenticato) detto questo un saluto
Alessandro
Sferzante Said:
Ciao Dok!
Scusa, lascio un commento un pò triste e rassegnato. Ho ascoltato Rockcastitalia per due anni, ma l’episodio 196 è decisamente il mio ultimo. Non voglio offenderti nè insultarti, ma lentamente il tuo podcast è scivolato da un format di ottimo Rock e giusti spunti di riflessione conditi da qualche pillola di news per geeks, ad una sorta di beppegrillo-rockcastitalia.
Il “declino”, a mio personalissimo parere, è iniziato con le citazioni prese da un documentario complottista ZeitGeist e dallo stupore relativo al documento su come funziona l’economia moderna.
Mi sembra che ormai tu prendi per buono tutto quello che non è “mainstream”, che siano cazzate o meno, purchè sempre e solo fuori dal coro. Ma se è vero, com’è vero, che spesso i media mainstream non approfondiscono tutto come sarebbe opportuno (condivido al 100% il tuo discorso sul global warming), è anche vero che molto più spesso le fonti “alternative” sono di pessima qualità in ogni senso.
E piano piano il livore di certa stampa o siti “alternativi” si è trasmessa al tuo podcast, con effetti a mio parere devastanti.
Ora mi ritrovo un Dok sempre e solo incazzato, proiettato a condannare tutto e tutti con un pessimismo e un cinismo cosmico.
Tutto è corrotto, tutto è male, tutto è parte di un grande complotto. All’inzio ho cercato di seguirti, ma ora, con enorme dispiacere, ti dico che potresti tranquillamente diventare la radio ufficiale di siti come luogocomune.net.
Sono molto dispiaciuto, Dok, so che a te non interesserà di meno, ma io termino qui l’ascolto del tuo podcast. Che peccato!
Dok Said:
@Sferzante: non c’è problema. Ascolta le trasmissioni che più ti piacciono e sii felice.