I vostri commenti, le novità dal mondo (che va a rotoli), baruffe nel mondo dello showbusiness e soprattutto un sacco di rock: sono 7 pezzi da ascoltare oggi. It can’t get any better than this!
La segreteria telefonica di RockCast Italia: 010 893 97 97
Walter e Ahmed The Dead Terrorist.
La musica:
The Autumns (Glass Jaw)
The Dream Maker (Summer’s Gone)
Vanja James (War Song)
P.O.D. (It Can’t Rain Everyday)
Hybrid Dawn (A Kind of Heaven)
Dokken (Santa Claus is Coming to Town)
Lorraine Leckie and Her Demons (Getaway Car)
December 10th, 2008 at 5:11 pm
5 Responses to “Episodio 188 – Satchplagio”
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phlame64 Said:
Fantastica puntata ma, purtroppo, mi ritrovo in assoluto disaccordo con chi suggerisce di ridimensionare lo spazio dedicato dal Dok alla denuncia dei fatti tristi del mondo per far posto a lezioncine da riformatorio sulla storia del rock e della musica in genere. Si sente un disperato bisogno di gente che, come il Dok, si dimostri pronta a denudare senza mezzi termini le cronache più sospette della naufragante società moderna, allontanandosi dalle menzogne ufficiali. Dopotutto il rock, a ben pensarci, è anzitutto dissidenza. La musica ’scuoti e rotola’ nacque dal bisogno di muoversi, di sciogliersi, di svincolarsi e rendersi indipendenti. Concludo segnalando un articolo apparso sul web, scritto in lingua inglese, nel quale in cima ad una lista di dieci canzoni che avrebbero ‘preso spunto’ da altre, spicca l’ormai celebre ‘Viva la vida’ dei Coldplay che, riporta il redattore, affonderebbe le sue vere radici in ‘The Songs I Didn’t Write’ dei Creaky Boards piuttosto che nella composizione di Satriani. Quale che sia la vera origine, non è mai troppo tardi perchè i media la piantino di riferirsi al brano come alla nuova invenzione dei Coldplay. Ne approfitto per salutare il Doc con stima ed ammirazione, lanciandogli un ammiccante ‘keep up the good work.’ Link: http://magazine.jamsbio.com/2008/10/30/riff-offs-10-songs-that-resemble-other-songs/
Little green man Said:
Ottimo Dok, quoto phlame64, ottimo il 50 e 50 rock – denuncia!
Albert Said:
Quoto.
Grande puntata Dock… musica ottima come sempre e discorsi che richiedono attenzione e cervello… come piace a me
Continua così!
Matt Said:
Ciao Dok, purtroppo devo segnalarti un paio di inesattezze piuttosto gravi nel tuo discorso: prima di tutto il petrolio costa dai 2 ai 20$ al barile al produttore, intorno a 1,5$ se parliamo di petrolio mediorientale più semplice da estrarre; il prezzo del petrolio così basso come in questo periodo semplicemente determina la non convenieza dello sfruttamento di taluni giacimenti, non ci perderanno mai soldi, semplicemente guadagnano meno..
Ti ricordo che negli anni 90 il prezzo di un barile era sugli 11$..
http://www.indicius.it/archivio/la_guerra_e_il_petrolio.htm
I dati che trovi qui sono gli stessi che ho sentito enunciare su “radio 3 scienza” qualche settimana fa.
In secondo luogo per quanto riguarda i finanziamenti di 350 milioni di dollari chiesti all’Energy Department funds, francamente non sono riuscito a trovare una parola sulla polemica a cui facevi riferimento, mi puoi dare il link? La telsa mi sta molto a cuore.
Comunque sembra che gli aiuti statali non arriveranno nemmeno alla GM, anche se pure loro stanno sviluppando un progetto piuttosto interessante di auto elettrica: http://www.repubblica.it/2008/09/motori/motori-settembre2-2008/motori-volt/motori-volt.html
Dok Said:
Matt, grazie per le precisazioni!
Del costo dell’estrazione petrolio ho sentito parlare su un podcast della BBC, sto cercando fonti attendibili. Ho trovato solo dati risalenti agli anni 90: 4-5$ al barile per il petrolio estratto da roccia (come avviene praticamente solo in Arabia Saudita), 20$ al barile per quello estratto dalla sabbia. A questo immagino (non sono sicuro) si debba aggiungere il costo di trasporto.
Tesla Motors:
NY Times
Commento di J.Calacanis