In Australia ti pagano 70.000$ al mese per vivere sulla barriera corallina e fare un blog una volta alla settimana: non vi offendete se da luglio la vostra dose settimanale di adrenalina rock arriva dall’altra parte del pianeta, vero?
I link:
In Australia lo chiamano “lavoro”
Il ghiaccio torna ai livelli del 1979
La musica:
In This Moment (Forever)
Violent Divine (Blackheart)
W.A.S.P. (Mercy)
Angelo Minoli (Take It Easy)
Chrissy Coughlin (Big Log)
Coreya (Quando l’occhio non vede)
January 12th, 2009 at 6:12 pm
2 Responses to “Episodio 193 – Con ghiaccio o senza?”
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luk Said:
Il bello (?!?) dell’informazione, dire tutto e il contrario di tutto. Non conosco l’affidabilità della fonte americana citata dalla Coldiretti, ma è chiaro che trova terreno fertile.
Da Agrapress (www.agrapress.it) n. 17 del 19 gennaio 2009.
CLIMA: IL 2008 TRA GLI ANNI PIU’ CALDI DEGLI ULTIMI
DUE SECOLI, SOTTOLINEA LA COLDIRETTI
355 – 19:01:09/00:45 – roma, (agra press) – il fatto che il 2008 si sia classificato a livello globale all’ottavo posto tra gli anni piu’ caldi degli ultimi due secoli è una conferma dei cambiamenti climatici in atto destinati ad influenzare i cicli naturali, la vita delle persone e le attività economiche. e’ quanto afferma la coldiretti nel commentare i dati preliminari raccolti dal noaa’s – national climatic data center statunitense secondo il quale la temperatura media globale, sulla terra e sugli oceani, dell’anno da poco trascorso è stata di 0,49 gradi centigradi più alta della media registrata nel ventesimo secolo, che è di 13,9 gradi centigradi. secondo il centro statunitense dal 1880 ad oggi – sottolinea la confederazione – la temperatura globale della terra e degli oceani è cresciuta in media ad un tasso di 0,05 gradi centigradi per decennio con una intensificazione negli ultimi trent’anni quando il tasso è stato di 0,16 gradi centigradi per decennio. tra gli effetti del surriscaldamento del pianeta – precisa la coldiretti – c’è la sottrazione alla coltivazione dei terreni piu’ fertili anche per effetto dei fenomeni di erosione dovuti all’innlazamento dei mari. un rischio che in italia – evidenzia la confederazione – riguarda direttamente la pianura padana dove si coltiva un terzo del made in italy agroalimentare. (al.pe)
Matt Said:
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2009-01-20_120317265.html
Beh, se si sono inventati tutto se lo sono inventati bene!