La radio libera nell’era digitale
RCI #210 – Confutatis maledictis
 
icon for podpress  Episodio 210 [54:28m]: Play Now | Play in Popup | Download

L-Fire… flammis acribus addictis, questo episodio è un vero requiem per il nostro modo di vedere i meccanismi della produzione e distribuzione discografica.
In seguito alle considerazioni fatte con Carlo Becchi e gli ospiti di Digitalia, essendo RockCast Italia un vero laboratorio di studio dei nuovi meccanismi di distribuzione musicale, ho deciso di dedicare un intero episodio alle mie personali considerazioni sul conflitto che oggi viviamo in materia di diritto d’autore.

La musica di oggi:

Sunspot (Uncanny Valley)
Chiba Ken (Citizens)
Dogs Bollocks (Desperate Kingdom of Love)
Feed Forward (Fade Away)
Age of Daze (Overrated)
Eager to Please (Broken)

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May 12th, 2009 at 5:45 pm

4 Responses to “RCI #210 – Confutatis maledictis”
  1. 1
    May 14, 2009 @ 5:21 pm
    lucaSilver Said:

    Ciao Dok, complimenti per la puntata.
    Mi trovi d’accordo per il fatto che le etichette discografiche devono cambiare modo di “vendere” musica per sopravvivere a un cambiamento cmq epocale. Credo che la situazione non sia molto semplice, anzi. Mi piace quello che ha detto eros ramazzotti su vanity fair di questa settimana, te lo cito. l’intervistatrice stuzzicandolo sul problema copyright gli chiede: secondo te è giusto perseguire ragazzini che scaricano la tua musica? lui risponde: “noooo… anche se non capisco perchè si paga tutto e la musica non si debba pagare” (e fin qui…). poi parlando del suo futuro(vorrebbe formare una struttura discografica autonoma) dice della pirateria:”un successo come il mio non può finire solo perchè si scarica in rete.posso vendere meno, anche solo 100mila copie, e stare bene lo stesso”
    mi piace il suo punto di vista, secondo me è uno di quelli che ha capito che lo “scaricare in rete” è uno di quelle cose che vanno sfruttate, non combattute.
    Sono sicuro che se qualcuno si ingegna a sfruttare tutto ciò facendo pagare somme irrisorie, per della buona musica, ci guadagnamo tutti: l’utente è sicuro di fare qualcosa alla luce del sole (ed è contento perchè ha speso poco), l’artista sulla quantità ci guadagna eccome.
    io ad esempio sarei favorevole ad un p2p con una tassa irrisoria mensile obbligatoria, la quale può essere la fonte di guadagno in modo proporzionale per ogni artista “scaricato”. [tieni conto che molti che scaricano "in sicurezza" già pagano magari una piccola somma mensile (tipo 5$) per avere una VPN straniera (ip straniero) (tipo svedese, dove il p2p non è reato penale) a cui attaccarsi per non essere rintracciati da una eventuale GDF che fa ricerche su IP italiani]. su somme accessibili e prodotti ben pubblicizzati secondo me la risposta del pubblico può essere esaltante.
    ciao!

  2. 2
    May 14, 2009 @ 5:47 pm
    Dok Said:

    Considerazioni sacrosante, avevo espresso la mia idea favorevole a un sistema del genere sul primo episodio di Digitalia. Certo non sembra facile garantire un compenso equamente distribuito ai vari artisti, ma sembra una strada assolutamente da percorrere.

    Pare che sir Richard Branson, che un po’ di commercio musicale ne ha masticato negli anni, sia assolutamente in sintonia con questi argomenti:

    http://revision3.com/diggdialogg/Branson/#seek

  3. 3
    May 20, 2009 @ 1:40 am
    foxnett Said:

    Ciao dok considera che già paghiamo una tassa su tutti i supporti vergini e su tutti gli strumenti di registrazione e riproduzione chiamata equo indennizzo, forse è vero che se pagassimo tutti una piccola tassa il fenomeno pirateria sarebbe risolto, ma chi stabilisce quant’è questa tassa e chi sarebbero i fruitori?
    Prendendo spunto da questo episodio ho scritto un articolo su copia privata ed equo indennizzo sul mio blog.
    Inserisco l’indirizzo, ma se è contrario alle regole del tuo blog ti prego di eliminarlo.
    http://foxnett.com/2009/05/20/copia-privata-ed-equo-compenso
    Saluti e complimenti

  4. 4
    May 20, 2009 @ 1:42 am
    foxnett Said:

    Sarà l’ora, ma ho fatto un errore si chiama equo compenso e non equo indennizzo
    sorry

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