La radio libera nell’era digitale
Episodio 130 - Blue pill / red pill
 
icon for podpress  Episodio 130 [36:37m]: Play Now | Play in Popup | Download

25-why?Media indipendenti o tradizionali, informazione libera o deformazione e condizionamento? Oggi la scelta è possibile, sta solo a voi decidere se prendere la pillolina blu o quella rossa… buon viaggio!

La musica di oggi:

Blake Morgan feat. Lenny Kravitz (Why Don’t You See)
Brother Love (Soccergirl)
Moebius Brain (Come Piombo)
Anadies (In The Fold)
Last Minute (Praying in the dark)

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Slashdot
  • Technorati
  • BlogMemes
  • Netscape
  • NewsVine
  • YahooMyWeb
October 8th, 2007 at 4:39 pm

6 Responses to “Episodio 130 - Blue pill / red pill”
  1. 1
    October 8, 2007 @ 5:45 pm
    Moebius Brain Said:

    Grazi emille Dok! Siamo tutti entusiasti della partecipazione… Spero ci continueremo a tenere in contatto. Sicuramente verremo spesso a visitare il Podcast.
    Grazie ancora!

    Federico
    Moebius Brain

  2. 2
    October 9, 2007 @ 11:21 am
    Michele Said:

    Purtroppo credo che dietro ogni finanziatore ci sia sempre la volonta’ di utilizzare i canali come mezzo di promozione, che ovviamente non puo’ mai essere completamente obbiettiva.
    Se per esempio, tu che sei un’indipendente ora puoi dirci che ti fanno schifo i lettori mp3 della marca “X”, quando questa marca comincia a sganciare che succede? E sopratutto, la stessa marca finanzierebbe qualcuno che potrebbe potenzialmente esprimere opinioni negative riguardo a propri prodotti?
    Sono d’accordo sul fatto che i miliardi non cambiano in teoria la condizione di “indipendente” di un podcast ma praticamente, credo che una certa influenza sia sempre e tuttavia inevitabile.

  3. 3
    October 9, 2007 @ 2:55 pm
    RadioPungiglione Said:

    Io la penso perfettamente come il dok. Aggiungo che se un giorno qualcuno vorrà fare del “podcast indipendente” la propria professione, beh, allora quel giorno avremo dei podcast di qualità. Senza nulla togliere ai “veterani” del podcast come il dok, appunto… ma è ovvio che finchè ognuno di noi fa podcast per hobby, sarà difficile ottenere cadenze quotidiane e/o qualità paragonabili al mainstream (vi prego di contraddirmi se mi sbaglio).

    Un caro saluto,
    RadioPungiglione

    “A lapa ‘ppi punciri persi u meli e a vriscica!”

  4. 4
    October 9, 2007 @ 3:07 pm
    Michele Said:

    Anch’io in sostanza sono d’accordo con il Dok. L’unico problema é trovare un disperato disposto a pagare per il mio podcast! :-D

    Se ci sei, batti un colpo!

  5. 5
    October 10, 2007 @ 12:06 pm
    chriii Said:

    Ascoltavo la puntata 128 e sono rimasto contento nel sentirti dire dell’intervista per la rivista femminile “Allure”.
    Molti amici mi prendono in giro perché leggo D di Repubblica: trovo i magazine femminili di alto livello maggiormente aperti e interessanti.
    Basta comprarne uno per trovarci articoli sull’arte, la sociologia, psicologia, arredamento.
    Si certo, alcuni hanno inserti di moda da buttare e articoli sul vestire.
    Sinceramente li affianco a Jack che invece tratta al 80 percento di tecnologia e come “fare acchiappanza” =_=

  6. 6
    October 13, 2007 @ 2:36 pm
    phlame64 Said:

    Sono pienamente d’accordo con Michele. Da quanto mi è parso di capire, quello della pillola azzurra/rossa è un quesito che prima o poi si pongono tutti i podcaster, raggiunto un certo livello. Un pò come quando gli artisti scelgono tra la carriera underground e la tv e i giornali, e i portachiavi con la loro faccia che si illumina al buio. Si parte con la mente piena (di idee) e le tasche vuote e si finisce con le tasche piene e la mente vuota. Qui penso si parli di indipendenza intesa come libertà di scelta e di espressione, che potremmo meglio definire come “non corruzione” del pensiero libero. Il podcasting dovrebbe abbracciare questa filosofia, perchè altrimenti, lo sappiamo tutti, si finirebbe col farsi corrompere dal denaro e mi risulterebbe difficile trovare una differenza tra un servizio di podcasting “indipendente” ed una qualsiasi rete radiofonica finanziata da una o più multinazionali.. o da chissà quale partito politico. Insomma, non è facile essere indipendenti, oggigiorno. Non sono d’accordo sul discorso della qualità, perchè credo si possano raggiungere livelli alti anche senza aiuti esterni, con molta più soddisfazione sul risultato finale. Pillola azzurra e finiamo in pasto alle major, amalgamandoci alla massa, seguendo la strada più facile, mettendo a tacere il nostro spirito libero senza porci domande. Pillola rossa ed affrontiamo il problema, restando qui a credere-sperare che il podcasting possa davvero cambiare le cose, un giorno, cercando di fare la differenza, sapendo che il percorso che ci aspetta è pieno di insidie e pensando non solo al presente, ma anche al futuro della musica, che ha da sempre conseguenze dirette sulla società e non va quindi mai sottovalutata.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Leave a comment